Passa ai contenuti principali

Violenza in famiglia

Violenza in famiglia

violenza in famiglia

Parlare di violenza nella famiglia, significa affrontare tutta una serie di fenomeni che si distribuiscono lungo un continuum dove la linea di demarcazione tra ciò che è “normale” e ciò che è patologico è alle volte estremamente sottile e  impercettibile. E' un fatto normale intristirsi, addolorarsi, arrabbiarsi, infuriarsi, chiudersi nel silenzio, ma, insorgono dei problemi, quando la persona perde la capacità di cambiare il tipo di risposta in funzione degli eventi: il risultato è, per esempio, che si rischia di rispondere sempre con rabbia a tutte le situazioni perdendo drasticamente la possibilità di discriminazione tra il giusto e lo sbagliato a seconda del contesto. Alcune volte è giusto arrabbiarsi, in altre è d'oro il silenzio, l'ascolto e il perdono.
Quando si parla di violenza nella famiglia, vengono immediatamente alla mente tutti quegli episodi agghiaccianti che narrano di atroci violenze fisiche e di abusi sessuali su minori e adolescenti da parte di familiari. Ma questa non è che la punta macabra di un iceberg; poco più sotto si situano un mare sottile  di violenze psicologiche che non lasciano ferite fisiche tangibili, bensì, rappresentano, in determinati casi, delle vere violazioni allo sviluppo mentale e psichico della vittima.
Sarà questa, quindi, sede di ragionamento sui vari tipi di violenza che vengono agite nella famiglia analizzandole secondo una tripartizione: violenze psicologiche nella famiglia; violenze fisiche nella famiglia, violenze sessuali nella famiglia.
Sarà, inoltre, nostro obiettivo, cercare di fare una lettura di fatti e accadimenti secondo questo stile osservativo basato su tre ordini di interrogativi: perché? - Come si sente chi è vittima di un tale comportamento violento? - Cosa posso fare?
Porsi degli interrogativi è un buon esercizio per la mente per potersi aprire a nuove prospettive e nuovi schemi; se, per esempio il violento è colui che non ha altro stile di risposta che non la violenza, un allenamento all'apertura mentale, con l'umiltà di accettare e di interrogarsi sul proprio comportamento, è, riteniamo,  una buona via per apprendere che vi sono tantissime sfumature nell'agire anche e soprattutto tenendo conto del proprio sentire la rabbia, il dolore, il rancore senza doverne avere paura reprimendoli o facendoli sfuriare in veri e propri sequestri emotivi incontrollabili
Marilena De Sole

Commenti