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Mediazione

La mediazione come antidoto alla violenza

Come è noto, l'essere umano è quello che, in natura, necessita di cure parentali per sopravvivere per un maggior lasso di tempo. Crescendo, questa esigenza primaria non cambia: per sopravvivere abbiamo bisogno di amore, ascolto, attenzione. Al contrario, la sua assenza spinge a comportamenti spesso disfunzionali per riceverne. 
Attualmente, la nostra società sembra trovare come unica soluzione alla violenza (criminalità, terrorismo), una reazione ancora più violenta; non volendo o non potendo interrompere un circuito che, così facendo, potrà solo continuare ad alimentarsi. 
L'elemento più efficace, invece, con cui provare a spezzare questo circuito di paura, violenza e odio è l'ascolto: dare un senso alla sofferenza dell'altro senza che essa debba cercare strade devianti per farsi udire. La costituzione di ghetti, carceri, non fa che cacciare il problema dalla porta perchè esso, per così dire, rientri dalla finestra. Un esempio è rappresentato dalle condizioni carcerarie di alcune città del nord Europa; è stato osservato che dando a questi istituti un'impronta riabilitativa anzichè custodialistica, il numero delle recidive è sensibilmente diminuito.
Forse ascoltare è più difficile che rinchiudere perchè mette in gioco anche noi stessi, ma è l'unica  strada possibile.
dott.ssa Valeria Galdi

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