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Ipocrisia Europea

EU e la falsa causa ambientalista

Europa inquinamento carne

Europa e inquinamento, si ignora la causa principale gli allevamenti, per corruzione e mala fede

L'Europa non ha più identità, stati divisi, schiacciati da lobby economiche, e i politici incapaci in balia di pochi ottusi burocrati.

L'EU cavalca solo bandiere, non perché tratte dalle sue origini o convinzioni ma solo per biechi interessi economici.

La questione ambientale, è concentrata sui combustibili e non sul consumo di carne come dovrebbe, basti considerare che per la produzione di 1 kg di carne di manzo occorrono 11 kg di mangimi e 15.500 litri di acqua!

Senza contare che una mucca produce molto più gas che una auto...

Basterebbero questi dati a far concentrare gli forzi sugli allevamenti, ma il vecchio continente è corrotto sia a livello politico sia a livello di informazione.

L'EU da una parte ignora questi dati inconfutabili, e dall'altro li sovvenziona...

Si concentrano solo sui combustibili fossili, solo per dare sovvenzioni ai paese che si devono adeguare, erogano miliardi di euro, in testa è la Germania, guarda caso, e altri paesi che non hanno intrapreso una conversione sostenibile come Polonia.

I TRADITORI E GLI INDIFFERENTI (kurdi ed occidente)

Guerre: Kurdi ed occidente la geopolitica senza valori


I TRADITORI E GLI INDIFFERENTI

kurdi ed occidente

A detta di molti affermati studiosi la guerra non riesce a piegarsi a nessuno scopo sociale condivisibile, eppure è guerra in ogni dove, in ogni quando, in ogni più sparuta regione del mondo. Sotto l’egida della pace, della fratellanza, dell’ingerenza umanitaria, oppure della intermediazione militare, c’è un dispendio forsennato di scarponi chiodati e pallottole per  controfirmare le ragioni del contendere, per imporre accerchiamenti e trappole mortali. In queste ore  tocca al  popolo Kurdo morire falcidiato a causa dei tradimenti e interessi incrociati dei padroni del mondo  che praticano barando spudoratamente l’arte della guerra.

 C’è chi avanza a testa bassa e chi arretra nel sangue della disperazione, personalmente non riesco neppure a sbalordirmi sulla giustizia e necessità di combattere questo o quell’altro tiranno, neanche sono interessato a fare del pacifismo a buon mercato, preferisco chiamare per nome le canaglie, i traditori, gli assassini impuniti e orgogliosamente impettiti con le alabarde spianate. Ho poca parentela con quanti dapprima annuiscono in favore di chi per troppo tempo ha subito angherie ingiustamente ma subito dopo per un accordo neppure troppo celato, usano ferocemente l’indifferenza per fare man bassa di deliri di onnipotenza e in via subordinata di deliri di commiserazione, chiaramente per non pagare dazio. La guerra è guerra e fa sempre schifo, di più se è il risultato di accordi sottobanco.

 Però di fronte a immagini ripetutamente mandate in onda di bambini con gli occhi sbarrati dal terrore, di bambine con il viso insanguinato, bimbi con le dita fatte a pezzi, con le gambe mancanti, con i vestitini inzuppati  di sangue rattrappito, come è possibile rimanere imperturbabili, convinti di essere nella ragione, come è possibile non avere vergogna, non provare vergogna, non rimanere schiacciati dalla propria vergogna.

Chi pensa di essere al di sopra delle parti, come chi ritiene di esser il potente intoccabile di turno, occorre costringerlo alla vergogna come compagna di viaggio, c’è necessità che  il dolore e la sofferenza di questi innocenti non vengano subdolamente ribaltati dentro la narrazione in un anfratto remoto, in un angolo dove non è più possibile vedere niente. Penso che fino a quando  non si comprenderà che l’ingiustizia perpetrata su un innocente per giunta un bambino, è qualcosa di indicibilmente inaccettabile, rimarranno le lacrime di coccodrillo a fare la differenza, a timbrare il passaporto a una inumanità bellamente riconosciuta come un inevitabile evento critico. Una riprova questa del potere della morte,  le immagini di quegli incolpevoli divorati dalla miserabilità di quel potere, diventeranno messaggi cifrati, così artatamente contraffatti da non risultare più chiari né leggibili per tentare di rielaborarli.

 Quando il sentimento dell’amore è segregato, sei  ancorato a una stanchezza che ti fa sentire perduto,  hai  in comune con il tuo simile solo un dolore  sordo, che evita di guardare all’indietro nè di pensare al  domani, così facendo è un’impresa ardua perfino provare vergogna. Per tentare di cambiare questo stato delle cose sottosopra occorre una condizione: il diritto alla vita e alla tutela di ogni bimbo, di ogni innocente, passa attraverso un’azione collettiva, dove nessuno può chiamarsi fuori. Forse.

Vincenzo Andraous


VeggieFriends: Pino Caruso

VeggieFriends: Pino Caruso: Pino Caruso E' morto oggi 8-03-2019 Pino Caruso, a Roma E' morto oggi 8-03-2019 Pino Caruso, intellettuale, uomo raffina...

IMPROVVISAMENTE L’ASPRO RISVEGLIO

IMPROVVISAMENTE L’ASPRO RISVEGLIO

Minori tra scuola e società


Improvvisamente ogni giorno si sentono tuonare le campane della legge, delle norme, della richiesta che sale alta di giustizia, improvvisamente non trascorre ora, che qualche monello non venga sospeso, allontanato, fin’anche arrestato e accompagnato in qualche comunità per minori.
Improvvisamente s’è destata la bilancia della giustizia, improvvisamente qualcuno ha deciso di andarci giù duro con questi famosi per forza, con questi maledetti per vocazione, improvvisamente è guerra dichiarata ai bulli di ogni bicipite mostrato malamente, improvvisamente la somma pedagogia e l’arte dell’educare, piegano di lato e lasciano fianco e spazio alla mannaia, improvvisamente si predilige la punizione alla prevenzione, eppure la scure che taglia carne e ossa da l’impressione di non esser la medicina, somiglia piuttosto alla malattia.
Da tempo in famiglia, a scuola, in classe, in oratorio, alla fermata del pulman, al pub, non pare alberghi il quieto viver, bensì l’inquieto sopravvivere, che spesso, sempre più spesso, aiuta e facilita la formazione di in-cultura e dis-valore alla vita vissuta scopiazzando miti di cartone ed eroi dal piedistallo traballante.
Improvvisamente il mondo adulto scopre l’arma del randello, della pedata nel sedere, della lavagna rovesciata sulla testa.
Improvvisamente non c’è più attenzione-timore  a correre il rischio di  etichettare, stigmatizzare,  creando il personaggio scomodo, il pezzo di edilizia scolastica.
Improvvisamente la pedagogia e l’educare si sfilano dal tenzone, prediligono la clava alla costruzione di rapporti e relazioni importanti, anch’esse, come bene sanno fare gli adolescenti, delegano ad altri, quanto invece gli spetta di dovere.
Quando si è di fronte alla sofferenza, al dolore, alle assenze, non ci sono scuse né giustificazioni che possono assolvere gli artefici di una tragedia che vede sistematicamente coinvolti gli innocenti, eppure è questo improvviso impazzimento alla condanna senza appello, che rende perplessi, quasi annichiliti.
Improvvisamente appunto, come a voler significare che fino a ieri, abbiamo scherzato, che fino ad oggi,  qualcuno è stato così disattento da non accorgersi del disfacimento e scollamento tra chi conduce e chi segue, tra chi dovrebbe esser esempio autorevole da insegnare  il valore del rispetto per se stesso e per gli altri.
Improvvisamente si sente la necessità di “liberare la libertà” di ognuno e di ciascuno, di troncare l’asfissia cui è costretto il solito innocente, non più con la cura e l’attenzione che predilige la manutenzione ordinaria delle parole, della propria testimonianza e storia.
Improvvisamente la mazza detta i tempi per risolvere il disagio relazionale che non è casuale, non è ospite inaspettato di quanto nel presente ci urta e disturba, è ciò da noi fatto debordare dalla nostra indifferenza, dalla nostra incapacità a trovare tempo e pazienza per ascoltare e soprattutto rimanere sul pezzo dell’intransigenza a quel famoso e importante valore nel Dna di un no, rispetto ai troppi e inconcludenti sì.
Come si può pensare di garantire tranquillità scolastica e sociale, ricorrendo improvvisamente alle brutte, dimenticando le tante e troppe volte in cui le diatribe le risolvevano la mera trasmissione delle nozioni, a scapito di una passione, di un ideale, di un po’ di intuizione e creatività. 
Improvvisamente ora è guerra a tutti quei pezzetti di noi stessi che abbiamo sparpagliato intorno con altrettanta somma indifferenza.
Mi permetto di ricordare che l’improvvisare rigore e severità  non rieduca nessuno, anzi, se fai il “bravo” è solo perché sei diventato un po’ più cinico.
Una buona scuola, una famiglia dai valori consolidati non agiscono mai  improvvisamente, bensì attraverso quell’autorevolezza che insegna a tirare fuori il meglio, insieme, nel rispetto delle regole, e non soltanto dei numeri per quanta musicalità posseggano.